Presentazione 2009
Pagina pubblicata il: 23rd lug, 2009
Dieci spettacoli teatrali e tre musicali per un totale di 18 appuntamenti al Teatro Antico – a cui aggiungere quattro spettacoli e una mostra-installazione nella CittĂ di Calatafimi Segesta – compongono quest’anno il programma del Calatafimi Segesta Festival 2009.
Autori classici – Omero, Virgilio, Euripide, Aristofane, Plauto, Seneca, Petronio – si mescolano ad autori piĂą recenti. Titoli di commedie, tragedie e testi quali Ecclesiazuse, Hercules Furens, Satyricon, Lisistrata, Pseudolo, Le Fenicie, Iliade, si alternano a nuove proposte drammaturgiche come Paladini di Francia, pluripremiato spettacolo della Compagnia Koreja di Lecce, o lo spettacolo Minnazza di Leo Gullotta, o i due allestimenti dedicati all’Anno Mondiale dell’Astronomia (CiĂ ula, BatĂ e la luna di Gigi Borruso e Il sistema del mondo della Compagnia Archivio Zeta). Proposte musicali – dalla tradizione popolare siciliana al grande concerto di Fiorella Mannoia – hanno un contraltare nel progetto “Mito e sogno nel teatro interattivo”, direttamente promosso dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani, in cui teatro, musica, immagine e suono si fondono, snodandosi in una ricca articolazione: la mostra-installazione “Eneide – La stanza del Mare” di Franca Rovigatti e Bruno Capezzuoli, aperta al pubblico presso il Centro San Francesco di Calatafimi Segesta dal 13 al 23 agosto; lo spettacolo di Galatea Ranzi e Marco Andriolo dedicato al mito di Didone, prodotto dal Teatro Biondo Stabile di Palermo; la serata-concerto “Luna reverse” di Luigi Cinque, a chiusura del Festival, in cui, tra le note e le voci di grandi interpreti della world music, si materializza anche un’intervista impossibile. Prendendo spunto dalla fortunata serie radiofonica degli anni Settanta, lo scrittore Nanni Balestrini intervista la regina di Cartagine (Galatea Ranzi) … o il di lei fantasma.
Un programma fitto e “plurale”, dunque, che tiene fede, nella sua composizione, a tre linee-guida essenziali: il dialogo e l’affinità con lo “spirito” dei luoghi; l’incontro con le aspettative e i desideri del pubblico di Segesta, sempre più numeroso e fedele, che ha dato prova negli ultimi anni di premiare questo dialogo; considerare il teatro di Segesta come punta di diamante di un territorio più ampio, che comprende anche la stessa Città di Calatafimi Segesta, le sue campagne, le sue memorie della storia più recente, non ultime le vestigia medievali o l’epopea garibaldina.
Per quest’ultimo motivo – e sulla scorta del felice esperimento dell’anno scorso – sono stati incrementati gli appuntamenti nella Città .
Anche quest’anno, infine, non mancano le Albe, divenute ormai una sorta di “icona” di Segesta: due al Teatro Antico e una, per la prima volta, al Castello Eufemio, con lo spettacolo dei Ditirammu, Primeluci, dedicato proprio al sorgere del sole.
Al di là di ogni altra considerazione sul programma artistico, Segesta è anche terreno di sperimentazione di un modello gestionale, che condurrà già nel corso di quest’anno alla creazione di un organismo partecipato, la Fondazione “Scenario Segesta”. Un modello che, a partire dall’attivazione di circuiti virtuosi e fondandosi sull’economicità della gestione, punta molto sull’incontro tra pubblico e privato.
Un esempio fra molti è il concerto di Fiorella Mannoia. Segesta torna a ospitare grandi nomi della musica italiana, e questo grazie a un impresa privata che investe sull’appeal del sito e sul Festival.
Questi dati, uniti all’intervento diretto dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali – Soprintendenza di Trapani in progetti prestigiosi e di qualitĂ come il Segesta Eneide, o l’intervento dell’Assessorato regionale al Turismo – che ha confermato le Rappresentazioni Classiche di Segesta come uno dei principali appuntamenti del “Calendario regionale della manifestazioni di grande richiamo turistico” – sono tutti elementi che dovrebbero concorrere sempre di piĂą a ottimizzare risorse e mezzi, finalizzati allo sviluppo culturale e turistico del territorio.
Al riguardo, il laboratorio-Segesta dovrà crescere e consolidarsi, fino al punto di essere anche promotore di grandi produzioni artistiche che coniughino l’agire “locale” col pensare “globale”.
Enrico Stassi
