L’ARBITRATO
GIOVEDĂŚ 29 LUGLIO – ORE 19.30
di Menandro
traduzione e regia Mario Prosperi
con Catia Assirelli, Alessandra Cavallari, Andrea Murchio, Mario Prosperi, Marco Santini, Roberto Zorzut
voce Maria Piazza
maschere Silvio Merlino e Sandro Mautone (dai modellini del Museo Archeologico di Lipari)
scena Renato Mambor
luci Valerio Di Filippo
costumi Beatrice Bordone
musiche popolari a cura di Maria Piazza, Adriano Dragotta, Mattia Burgis
POLITECNICO TEATRO associazione culturale
Pà nfile è da poco la moglie di Charisio quando, durante un’assenza del marito, partorisce un bambino di cui era già incinta prima delle nozze (la violentò, come essa dice, uno sconosciuto al buio mentre tornava da una festa). Il bambino, per evitare lo scandalo, viene abbandonato (secondo il costume di allora) con un piccolo corredo di gioielli che possano aiutare un giorno a riconoscerlo. Charisio, informato da un servo, abbandona la casa e va a vivere di fronte presso un soldato, la cui schiava, la citarista Abrotono, esibisce come amante. Il padre di Pà nfile, Smicrìne, cerca di convincerla a chiedere il divorzio. Intanto un pastore trova il bambino abbandonato con i gioielli e Onesimo, il servo di Charisio, riconosce tra questi un anello che il suo padrone aveva perso durante una festa. Charisio è dunque il padre del bambino? La concubina Abrotono, che era stata testimone dello stupro, si presenta a Charisio come la donna da lui violentata, fingendosi madre del bambino. Il soldato, padrone di Abrotono, la libera dalla servitù perché essa possa sposare il ricco Charisio. Ma Abrotono, in realtà , ha voluto la libertà per poter sposare il soldato di cui è innamorata, e rivela che la donna a suo tempo violentata è proprio Pà nfile, che Charisio aveva sposato senza riconoscerla. E così restituisce il bambino ai suoi veri genitori (Pà nfile e Charisio).
