AULULARIA

Giovedì 18 e venerdì 19 agosto – ore 19.30

di Tito Maccio Plauto
traduzione ed elaborazione Maurizio Annesi e Franco Oppini
con Franco Oppini, Enzo Garinei, Gegia Carlo Ettorre, Manuele Pica, Adriana Turreo, Laura Mazzon, Maurizio Annesi
e con Ada Alberti
costumi Rita Forzano
musiche Simone Sciumbata
regia Maurizio Annesi

Teatro San Leonardo

É sicuramente una delle commedie più conosciute e rappresentate di Plauto. Appartenente al periodo della maturità del commediografo latino, la sua datazione è stata fissata nel primo decennio del II secolo a. C. Inoltre è, tra le commedie plautine, una di quelle che ha ispirato la drammaturgia posteriore sul grande tema dell’avarizia.
La storia, ambientata ad Atene, s’incentra sulla figura di Euclione, un povero vecchio, che, per opera del lare familiare, trova, sepolta nel suo giardino, una pentola piena di monete d’oro. Il vecchio, divenuto quindi improvvisamente ricco, trasforma il suo status: diventa sospettoso di tutto e di tutti, persino di Uva, la sua domestica-compagna, considerandoli potenziali ladri della pentola. In una girandola di situazioni, in cui il genio plautino fa emergere con la sua vis comica i lati più nascosti dell’animo umano, si svolge tutta la vicenda ricca di intreccio, di movimento e di personaggi, alcuni che rappresentano i valori sani, altri quelli malvagi.
Una commedia ricca di colpi di scena e di parti esilaranti, dove però trova spazio anche la riflessione sul doppio animo dell’uomo, l’eterno conflitto tra il bene e il male.
L’allestimento di Maurizio Annesi predilige questo aspetto, il grande gioco della vita dove tutti i personaggi concorrono alla giostra dell’umanità, con i loro vizi e le loro virtù, ma sempre con l’occhio benevolo dell’ironia e della consapevolezza che, alla fine, tutti dobbiamo fare i conti con le nostre debolezze e con il fatto che presto o tardi, poco o nulla rimarrà di noi.
“Una grande commedia, a cui si aggiunge il fatto che l’epilogo finale scritto da Plauto non ci è pervenuto; e questo ne fa motivo di attrazione perché ci permette di poter concludere la storia mettendoci un poco della nostra visione della vita”.
Maurizio Annesi

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