EDIPO RE

Sabato 20 agosto - ore 19.30

di Sofocle
traduzione Federico Condello
regia Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti
con Enrica Sangiovanni, Gianluca Guidotti, Franco Belli, Alfredo Puccetti

sax
Andrea Guidotti
percussioni Duccio Bonciani

sculture
Antonio Crivelli

Archivio Zeta Associazione culturale.

Archivio Zeta si confronta ancora una volta con un testo antico ma contemporaneo, il massimo capolavoro tragico che da Aristotele a Kafka, da Freud a Pasolini ha influenzato buona parte del pensiero occidentale.
E’ la tragedia ritenuta capolavoro di Sofocle, nonché il più paradigmatico esempio dei meccanismi della tragedia greca. La data di rappresentazione è ignota, ma si ipotizza che essa possa collocarsi al centro della attività artistica del tragediografo (430-420 a.C. circa). L’opera si inserisce nel cosiddetto ciclo Tebano, ossia la storia mitologica della città di Tebe, e narra come Edipo, re carismatico ed amato, nel breve volgere di un solo giorno venga a conoscere la orrenda verità sul suo passato: senza saperlo ha ucciso il proprio padre per poi generare figli con la propria madre. Sconvolto da queste rivelazioni, che fanno di lui un uomo maledetto dagli dei, Edipo reagisce accecandosi, perde il titolo di re di Tebe e chiede di andare in esilio.
Questo Edipo è nato in collaborazione con il Comune di Fiesole, a cento anni di distanza dall’inaugurazione del Teatro Romano di Fiesole che – primo in Italia – nel 1911 ospitò un Edipo in un sito archeologico.
Si è venuta a creare, anche grazie alla musica dal vivo dei sax e delle percussioni, una sorta di partitura jazz che ha fatto risaltare l’ironia tragica e la rapidità del testo di Sofocle, il ritmo inesorabile dell’inchiesta, la suspence e i giochi meta-teatrali che sono alla base delle incongruenze e ambiguità che a ogni svolta dello spettacolo vengono alla luce.

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