ORFEO DE’ PAZZI

Martedì 2 e mercoledì 3 agosto – ore 21.00

da La Fabula di Orfeo di Agnolo Poliziano

drammaturgia Aurelio Gatti, Ernesto Lama
regia e coreografie Aurelio Gatti
con Ernesto Lama, Elisa Turlà
e con Gianna Beduschi, Paola Bellisari, Giuseppe Bersani, Benedetta Capanna, Monica Camilloni, Annalisa D’Antonio, Gioia Guida, Giorgio Napolitano
coro Laboratorio “Teatro dei Territori” di Calatafimi Segesta

MDA Produzioni Danza in collaborazione con Fonderia 900/Teatri di Pietra e con il Calatafimi Segesta Festival.

Tra la fine del Settecento fino al periodo delle grandi esposizioni internazionali, tra illuminismo e progressismo, rivoluzioni e invenzioni, pratica frequente era lo studio della mente umana e delle sue manifestazioni. In una serie di documenti inediti ritrovati nelle raccolte mediche tra Napoli, Nola e Salerno, è emerso che – antesignana del moderno psicodramma e della danza terapia – era la pratica del mettere in scena con i “malati d’animo” drammi e commedie e canti, deducendo da questa pratica un recar sollievo ai malati. Tra le opere citate in questi documenti, compaiono titoli classici o comunque ispirati al tema classico.
L’Orfeo de’ Pazzi è nato da questa suggestione e il lavoro, sviluppatosi utilizzando diversi linguaggi (teatro, danza e musica), è giunto a una messa in scena corale della Fabula di Orfeo di Agnolo Polizzano, opera che per molti è storicamente il primo dramma per musica e pantomima dell’età rinascimentale. Asciutta nel linguaggio ed esplicita nella forma, è una materia poetica duttile che ben si è prestata ad una rilettura in chiave contemporanea; l’idea che fosse una comunità di “malati d’animo” ad interpretare il mito e la sua scrittura poetica, è venuta fuori spontaneamente per meglio aderire a una espressività corporea, senza sottotesti e fronzoli.

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